CANNIBALI

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I Cannibali: Un Remake per i Tempi Moderni?

Giorgio Viali e la Minuscola Pro si preparano a rivisitare un classico del cinema italiano: I Cannibali di Liliana Cavani. Il remake, che vedrà Celeste Malfatta nei panni di Antigone, promette di riportare in auge la potente allegoria politica del film originale, adattandola però al contesto contemporaneo.

Il film del 1970, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, trasportava l'Antigone sofoclea in un futuro distopico, dove le strade di una città indistinta erano letteralmente tappezzate dai corpi delle vittime di una repressione violenta. Il rifiuto di Antigone di sottomettersi al regime, il suo desiderio di dare degna sepoltura al fratello, diventava un atto di ribellione, un faro di speranza in un panorama di indifferenza collettiva. L'aiuto inatteso di Tiresia, un misterioso straniero, amplificava la sfida contro il potere, finendo per trasformare il gesto individuale in una rivolta silenziosa, ma potente.

Il nuovo I Cannibali, per mano di Viali, si propone di rileggere questa storia emblematica attraverso una lente moderna. Mentre i dettagli della trama rimangono avvolti nel mistero, sappiamo che la celebre citazione iniziale, "Tu ci vedi ma pur vedendo non vedi in che abisso sei caduto," subirà una significativa trasformazione, diventando un'affermazione in prima persona: "Io ci vedo, ma pur vedendo non vedo in che abisso sono caduto." Questo piccolo ma significativo cambiamento suggerisce un'Antigone forse più introspettiva, il cui conflitto interiore è altrettanto importante, se non di più, rispetto alla lotta contro il regime.

La scelta di Celeste Malfatta, un'attrice nota per la sua intensità e capacità di interpretare personaggi complessi, appare particolarmente azzeccata. La sua Antigone dovrà certamente affrontare sfide attoriali di non poco conto, dovendo rendere credibile la determinazione della protagonista in un contesto che, si spera, saprà aggiornare l'iconografia del film originale senza snaturarne l'essenza.

Resta da vedere come Viali e la Minuscola Pro intendono affrontare la sfida di aggiornare un film così profondamente radicato nel suo tempo. Il 1969, con la sua carica di contestazione politica e violenza urbana, costituisce un contesto ineliminabile per comprendere il capolavoro di Cavani. Il successo del remake dipenderà dalla capacità di Viali di rendere attuale il messaggio del film, senza banalizzarlo o tradirne la complessità, ma piuttosto rispecchiando le nuove tensioni sociali e politiche del nostro tempo. La sfida è grande, ma le premesse, almeno sulla carta, sono intriganti. Non ci resta che attendere di vedere il risultato finale per valutare se questo nuovo I Cannibali saprà conquistare un posto degno di nota nella storia del cinema italiano.

VIRUS VISIVI

Nuovi Virus Visivi: Un’Analisi Dettagliata

L’era contemporanea ha visto l’emergere di una singolare categoria di patogeni, i cosiddetti "Nuovi Virus Visivi", entità digitali in grado di influenzare drasticamente il comportamento psicologico e le emozioni degli individui. Questi virus sono stati catalogati in due principali categorie: quelli di origine organica e quelli creati in laboratorio da avanzati organismi corporativi. I primi si sviluppano in modo autonomo all’interno degli ecosistemi digitali, mentre i secondi sono progettati specificamente per scopi commerciali o sociopolitici, rendendo la loro analisi e classificazione fondamentali per la comprensione della loro pericolosità.

Le modalità di somministrazione di questi virus visivi sono tanto rapide quanto invasive. La somministrazione, spesso sotto forma di sequenze brevi di clip caricate e montate arbitrariamente, può causare effetti neurologici immediati, compresi blackout temporanei e disturbi prolungati, a seconda della suscettibilità dell’individuo esposto. Questo quadro clinico complesso si arricchisce se consideriamo il ruolo di figure come Celeste, definita 'Cavia Perfetta'. La sua sensibilità alle esperienze visive le permette di eseguire valutazioni quasi precognitive riguardo all’innocuità o alla pericolosità di specifici contenuti visuali.

Classificazione dei Virus Visivi Virus Visivi Organici: Questi virus emergono in modo naturale all’interno di ambienti digitali, sfruttando l’intelligenza artificiale per generare contenuti emotivi. La loro propagazione avviene tramite la condivisione virale, spesso alimentata da piattaforme social. Semplificando, possono essere considerati come organismi digitali che, attraverso meccanismi di feedback emotivo, si diffondono tra gli utenti causando una reazione collettiva.

Virus Visivi Syntetici: Progettati in contesti controllati, questi virus sono il risultato di ricerche deliberate, creando clip visive che possiedono determinati triggers psicologici, al fine di manipolare le emozioni o il comportamento degli utenti. Sono realizzati da laboratori di ricerca visiva e spesso commissionati da entità commerciali per ottenere vantaggi competitivi o influenzare opinioni pubbliche su scala globale.

Pericolosità e Complicazioni Psicologiche Gli effetti dell'esposizione a questi virus visivi variano notevolmente. In individui come Celeste, già esperta nella decodifica di contenuti visivi, la reazione può essere più controllata e consapevole, permettendo una sorta di resilienza. Tuttavia, nella popolazione generale, la reazione può manifestarsi attraverso disturbi psichici severi e duraturi.

La somministrazione di nuovi vaccini visivi—un approccio preventivo che mira a neutralizzare i virus visivi—può comportare, qualora inefficace, effetti collaterali significativi, inclusi blackout neurologici temporanei di varie durate. La proposta di un approccio omeopatico, che prevede l’uso di micro contenuti visivi infetti per stimolare una risposta immunitaria visiva adattativa, rappresenta un metodo promettente ma ancora in fase di sviluppo.

Implicazioni Etiche e Futuro della Ricerca Visiva Le capacità uniche di individui come Celeste mettono in luce la necessità di strategie etiche e di sicurezza nella raccolta e nell’analisi dei dati visivi. La sua collaborazione con enti di ricerca non commerciali evidenzia un approccio anti-mercificato che potrebbe guidare la scrittura delle future linee guida per il trattamento e la prevenzione di questi virus.

In conclusione, l'emergere dei Nuovi Virus Visivi rappresenta una sfida senza precedenti per la salute mentale e sociale. La classificazione di questi virus, la comprensione dei loro meccanismi e l'adozione di strategie di contrasto efficaci saranno fondamentali nel mitigare le loro potenzialità distruttive e nel preservare l’integrità emotiva di individui e collettivi.

Titolo: "Labile Maiuscolo" di Giorgio Viali - Progetto ibrido - GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI - AUTORE, SCENEGGIATORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER - SCENEGGIATURA, DRAMMATURGIA, DRAMMATURGO - TESTI IBRIDI, IBRIDAZIONI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE - CINEMA, TEATRO, SOCIAL MEDIA - STREAMER, PERFORMANCE, PERFORMER.

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LABILE UPPERCASE

Review of "Labile Uppercase"

Director: Giorgio Viali

In Giorgio Viali's ambitious film "Labile Uppercase," viewers are transported to a dystopian yet eerily familiar world where visual media is no longer merely a reflection of reality but an agent of emotional manipulation. The film weaves a complex narrative centered around Celeste, a young therapist with a unique gift for identifying and combating visual viruses—manipulative video sequences that can reshape emotions and perceptions. Viali’s storytelling captivates through its exploration of ethics, identity, and the fragility of the human experience in an increasingly technological landscape.

Plot and Themes: The premise of "Labile Uppercase" is provocative and timely, questioning the very essence of authenticity in the age of visual dominance. Celeste’s journey is compelling—her harrowing past involving a psychological coma triggered by unregulated exposure to explicit content adds depth to her character. As she embarks on her mission to select non-commercial vaccines to mitigate the effects of these visual viruses, we see her grapple with her personal ethics against a backdrop of corporate greed and exploitation. The tension escalates when a shadowy corporation seeks to harness her abilities for nefarious purposes, positioning her as both the hero and the ultimate pawn in a game where the stakes rise higher with each twist.

Character Development: Celeste, portrayed with haunting vulnerability, is the film’s beating heart. Her nuanced portrayal brings to life the struggles of a woman caught between her responsibilities as a healer and her own buried traumas. The supporting characters are equally well-developed. Marco, the enigmatic visual geneticist, adds layers of unpredictability, embodying the duality of the scientific pursuit: innovation mingled with moral ambiguity. Elena, a survivor and a symbol of resilience, provides a grounding force amidst Celeste's turmoil, reminding viewers of the humanity that persists even within the darkest of environments.

Cinematic Style: Viali’s direction excels in creating a visual language that mirrors the film's thematic concerns. The Advanced Visual Lab is crafted with sterile precision, embodying the coldness of corporate research as screens flicker with chaotic visual content that reflects Celeste's internal battle. In contrast, Celeste’s Studio radiates warmth, an oasis of emotional connection that invites a deeper understanding of her character. The use of contrasting locales—from the frenetic energy of the Cyber Café to the introspective ambiance of the Retrospective Cinema—intensifies the narrative, leading to a visually striking and thought-provoking experience.

Costume and Visual Elements: The costumes play a pivotal role in establishing character identities and their psychological landscapes. Celeste's soft, neutral tones signify her desire for normalcy and privacy, while Marco's stark white lab coats underline the ethical rigidity he represents. Elena’s vibrant and eclectic attire vividly portrays her spirit and individuality, while the Visual Sentinels’ diverse costumes reflect rebellion and a critique of societal norms. The visual aesthetics of the film successfully immerse the viewer in this intricately crafted universe.

Conclusion: "Labile Uppercase" is a triumph of conceptual filmmaking that challenges viewers to engage with the complexities of emotion and visual manipulation in contemporary society. It raises important questions about our relationship with technology and media, pushing boundaries as Celeste navigates her own limitations and societal expectations. Viali’s deft direction, combined with poignant performances and a thought-provoking script, create an experience that lingers long after the credits roll. For anyone seeking a film that melds deep philosophical inquiry with compelling storytelling, "Labile Uppercase" is a must-watch that resonates with the modern zeitgeist, urging us to reflect on how we perceive and are perceived in an ever-evolving visual landscape.

GIORGIO VIALI - AUTHOR, SCREENWRITER, PHOTOGRAPHER, FILMMAKER - SCREENPLAY, DRAMATURGY, DRAMATURG - HYBRID TEXTS, HYBRIDIZATIONS, ARTIFICIAL INTELLIGENCE - CINEMA, THEATER, SOCIAL MEDIA - STREAMER, PERFORMANCE, PERFORMER.

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DIALOGO

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DIALOGO

SOTTOCOSTO DI GIORGIO VIALI

IBRIDAZIONI

Dalila: (entra nella stanzetta, si sistema i capelli biondi) Ehi Clara, sei pronta per il nostro show di domani? Non vedo l’ora!

Clara: (siede su una sedia con un libro in mano, alza gli occhi) Ciao Dalila! Sì, sono pronta. Ho pensato a un paio di idee per le scene, ma voglio che il tutto sia molto simbolico.

Dalila: (ridacchia) Simbolico? Dimmi di più! Io pensavo solo di vestirmi da bionda stupida e divertirci un po’... tipo che io non so niente di niente!

Clara: (sorridendo) Perfetto! Il contrasto tra il tuo personaggio e il mio funzionerà alla grande. Io posso essere l’intellettuale, la tua guida in questo mondo... un po’ come un film di Fellini, dove il sogno incontra la realtà.

Dalila: (annuisce) Ok, quindi io sarò la bionda ignorante che fa domande stupide, mentre tu rispondi in modo molto complicato e filosofico. Potremmo anche aggiungere qualche citazione!

Clara: Esatto, potremmo intrecciare frasi come "La vita è come un film, ma senza un copione", e tu potresti rispondere "Che significa? Io voglio solo divertirti!"

Dalila: (si sistema le unghie) E per quanto riguarda i costumi? Io pensavo a qualcosa di super sexy e da bambola. Un vestito rosa, magari, con delle calze a rete.

Clara: Perfetto! Io invece potrei indossare qualcosa di più scuro, tipo una camicia bianca con un blazer, per sembrare seria e intellettuale. Magari anche un paio di occhiali da lettura!

Dalila: (ride) Sì! Gli occhiali da lettura! E poi, quando parli, puoi fare delle smorfie serie mentre io sbatto le palpebre con l’aria da stupida!

Clara: (annuisce) E potremmo costruire la tensione nelle scene! Potresti far finta di essere confusa dai miei discorsi e io cercherò di spiegarti cose sempre più astruse.

Dalila: (facendo un gesto teatrale) “Ma perché il cielo è blu, Clara? Non lo capisco!” E tu: “Perché l’assoluto è una costruzione sociale!”

Clara: (ride) Esatto! E poi, potremmo anche rompere la quarta parete, interagendo con il pubblico e chiedendo le loro opinioni su queste ‘questioni esistenziali’.

Dalila: (entusiasta) Mi piace! Dobbiamo farlo divertente, ma anche un po’ provocatorio. Sarà un bel mix!

Clara: (guardando l'orologio) Dobbiamo solo assicurarci di provare tutto prima di andare in live. La chimica deve essere perfetta!

Dalila: (sorridendo) Sì, voglio che il pubblico si diverta tanto quanto noi! Chissà, magari riusciremo a farli pensare un po'!

Clara: Ecco, questa è la nostra missione. Siamo pronte a sfidare le aspettative!

Dalila: (facendo un gesto di approvazione) Non vedo l’ora, Clara! Sarà epico!

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IMMAGINO PERSONAGGI e TRAMA.

Poi PRODUCO dei CONTENITORI dove esporre questi ELEMENTI.

Ed ELABORO VARIAZIONI.

Questa PRODUZIONE è un SERVIZIO.

PRODUCO STRUTTURE MEDIATICHE per forzare INTERAZIONI. O MICRO INTERAZIONI INTERAZIONI FOTOGRAFICHE, CINEMATOGRAFICE, DI PERFORMANCE.

LE STORIE E LE SITUAZIONI sono IBRIDATE

Nel senso che lo sviluppo può essere realizzato con INTERAZIONI con l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

GIORGIO VIALI

AUTORE, FOTOGRAFO, VIDEOMAKER

PRECARIO - VICENZA

WWW.GIORGIOVIALI.LIVE

GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI - AUTORE, SCENEGGIATORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER - SCENEGGIATURA, DRAMMATURGIA, DRAMMATURGO - TESTI IBRIDI, IBRIDAZIONI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE - CINEMA, TEATRO, SOCIAL MEDIA - STREAMER, PERFORMANCE, PERFORMER.

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MICROFILM

MICRO FILM

CINEMA

Il panorama attuale del cinema sembra muoversi lungo un filo sottile tra la compressione e l'espansione della narrazione. Da un lato, la crescente popolarità di contenuti brevi, come quelli su piattaforme come TikTok e YouTube, segna una chiara preferenza del pubblico per la fruizione rapida e immediata, adattandosi così alle abitudini di vita moderne dove il tempo è un lusso raro. Questo fenomeno ha spinto i produttori a investire sempre di più nella realizzazione di cortometraggi, particolarmente nella fascia di mercato orientale, dove i brevi video riescono a catturare l'attenzione di un pubblico in movimento, trasformando la periferia della produzione cinematografica in un'area altamente redditizia.

Dall'altro lato, si assiste a un'inversione di tendenza, con film che si allungano sempre più, superando le tre ore di durata. Questo cambiamento potrebbe sembrare paradossale in un'epoca di contenuti rapidi, ma riflette una volontà di esplorazione narrativa più profonda e complessa. La domanda sorge spontanea: siamo di fronte a un tentativo di affermazione del cinema tradizionale di fronte alla concorrenza delle serie TV e dei formati brevi? O piuttosto a una nuova fase evolutiva del linguaggio cinematografico, in cui i registi cercano di sfruttare lunghe narrazioni per sviluppare trame intricate e personaggi sfaccettati?

La risposta potrebbe risiedere nel desiderio di alcuni autori di spingersi oltre i confini convenzionali, di utilizzare il tempo come un elemento narrativo potente e di ricercare maggiore libertà creativa. Le lunghe durate possono permettere una maggiore profondità di esplorazione tematica e caratteriale, assecondando così le ambizioni artistiche di chi lavora nel cinema. In questo contesto, diventa evidente che il cinema non sta semplicemente subendo l'influenza dei mezzi digitali e delle nuove preferenze del pubblico, ma sta anche cercando di ridefinire se stesso, confrontandosi con le nuove modalità di consumo e proponendo nuove esperienze di visione.

In definitiva, il cinema contemporaneo sembra trovarsi in un momento di trasformazione, intrappolato tra l'esigenza di adattarsi a un pubblico frenetico e il desiderio di abbracciare forme narrative sempre più ambiziose e articolate. L'evoluzione di questo settore sarà interessante da osservare, poiché determinerà come i film continueranno a dialogare con le nuove piattaforme e a rispondere alle mutanti aspettative degli spettatori.

Il fenomeno dei micro-film è un riflesso inquietante e affascinante di una società in continua evoluzione, in cui il tempo e l'attenzione si sono trasformati in risorse sempre più scarse. In un'epoca in cui la fruizione dei contenuti audiovisivi avviene principalmente attraverso dispositivi portatili e piattaforme social, i film si accorciano, si condensano, e si adattano come mai prima d'ora alle esigenze di una cultura del sollievo immediato. Essi si presentano come piccole pillole visive, brevi racconti che devono catturare l'attenzione in un batter d'occhio e mantenere l'interesse in una corsa contro il tempo e l'oversaturation di stimoli.

L'aumento della produzione di questi micro-film rivela una trasformazione nei paradigmi narrativi e comunicativi. Non più spazi scenici imponenti e trame articolate, ma narrazioni sinteticamente espressive, un compendio di emozioni e significati racchiusi in pochi secondi di celluloide virtuale. La semplificazione, apparentemente un atto di riduzionismo, si trasforma in una forma d'arte unica: è l'essenza dell'esperienza umana distillata, il ritratto della condizione contemporanea che, bloccata tra il desiderio di connessione e l'apatia del sovraccarico informativo, si adatta a questo nuovo modo di raccontare.

Questi micro-film, espressione di una fruizione istantanea e divorante, non possono però essere letti esclusivamente come una mera risposta al contesto tecnologico. Essi incarnano una riflessione profonda sui valori della società contemporanea, sull'importanza della velocità e della concisione, ma anche sull'ossessione del "like", del consenso immediato. La narrazione diventa così un interrogativo senza risposta: quale significato può emergere da un racconto che è già concluso prima ancora che possa essere compreso? I messaggi che si concentrano nell'istante, nel qui e ora, chiedono ai loro fruitori di abbracciare la superficialità, limitando il tempo di introspezione e sperimentazione.

D'altro canto, osservando l'altra estremità del cambiamento, assistiamo a un'interessante paradossalità: mentre si intensifica la produzione di micro-film, si assiste anche a un'espansione delle narrazioni tradizionali, lungometraggi e serie che si dedicano a sviluppare trame sempre più complesse. Questa dualità riflette una tensione intrinseca, un dialogo continuo tra il desiderio di consumi rapidi e una ricerca di contenuti significativi che sfidano il tempo. Le storie lunghe, elaborate e articolate offrono al pubblico un'esperienza riflessiva, la possibilità di immergersi in universi narrativi ampi e dettagliati, di esplorare con calma le sfumature dell'essere umano.

Si prospetta quindi la questione: quale futuro aspetta il cinema in questa polarità? Saranno i micro-film destinati a dominare il panorama, trasformando l'arte della narrazione in un frullato di attimi? O, al contrario, riuscirà l'arte cinematografica a preservare e valorizzare le forme lunghe e profonde di racconto, rimanendo un baluardo di autenticità in un'epoca di frammentazione?

La risposta non è semplice e, tuttavia, è in questo dilemma che risiede la ricchezza dell'esperienza cinematografica contemporanea. Come rifugiati di un tempo sospeso, i micro-film ci invitano a riflettere sulla natura del nostro tempo e sulla qualità del nostro sguardo. La scelta che abbiamo di fronte è quella di trovare un equilibrio tra la brevità e la complessità, tra la superficialità e la profondità, per esplorare le molteplici possibilità narrative che si presentano in questa era di rapide trasformazioni.

Da un lato, i film si fanno sempre più piccoli – brevi o brevissimi – per adattarsi ai nuovi contenitori: non più le sale cinematografiche tradizionali, ma neanche gli schermi domestici attraverso i quali si accede ai contenuti degli streamers, ma quelli che si definiscono i social: Instagram, ma ancor più TikTok e soprattutto YouTube, che recenti indagini di mercato segnalano come la piattaforma più frequentata dai giovani e dai consumatori di video di qualunque natura e durata.

La conferma proviene indirettamente anche dai racconti di un produttore cinese, incontrato in uno dei tanti utili viaggi esplorativi che si fanno ogni anno, dai quali si evince che i maggiori profitti delle case di produzione in attività fra Pechino e Hong Kong provengano ormai dalla realizzazioni di brevissimi cortometraggi (di durata limitata e budget ridotti), offerti su Internet per pochi centesimi alle moltitudini di persone che giornalmente trascorrono lunghi periodi di tempo negli spostamenti casa-lavoro con gli occhi incollati agli schermi dei cellulari. Se questi micro-film – che non si vedranno probabilmente mai in un festival di cinema – rappresentano la novità più significativa e insospettata dell’evoluzione della specie, all’altro capo della trasformazione assistiamo invece all’espansione della durata e delle convenzioni narrative tradizionali.

Di quest’ultima variazione morfologica avevamo già iniziato a prendere coscienza, perché non sfugge a nessuno che i film si stiano facendo sempre più lunghi, raggiungendo e talvolta superando le tre ore. Gli esempi di questa vera e propria escalation temporale sono sempre più numerosi, al punto da indurre a ritenere che non siamo più di fronte a semplici eccezioni (peraltro sempre esistite: si pensi a Via col vento e al Giorno più lungo, per fare solo due esempi), ma all’avvio di un processo destinato a imporre un nuovo parametro spettacolare. In questa sede non è tanto interessante discutere se tutto ciò sia la conseguenza dell’influenza stilistica e narrativa esercitata dalle serie televisive, massicciamente proposte dagli streamers e altrettanto massicciamente consumate dagli spettatori domestici, o di un tentativo da parte dei produttori cinematografici di contrastarne la concorrenza tentando un disperato ricorso alle stesse armi. Interessa invece rilevare come un numero crescente di autori cinematografici si lascino tentare – non tanto o non solo per ragioni economiche – dalle lusinghe che la sperimentazione di un nuovo formato offre alle loro possibilità creative.

MATERIALI D'ARCHIVIO

GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI - AUTORE, SCENEGGIATORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER - SCENEGGIATURA, DRAMMATURGIA, DRAMMATURGO - TESTI IBRIDI, IBRIDAZIONI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE - CINEMA, TEATRO, SOCIAL MEDIA - STREAMER, PERFORMANCE, PERFORMER.

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IMPERFEZIONI

IMPERFEZIONI

IMPERFETTO RIFLESSO IBRIDAZIONI

DI GIORGIO VIALI

PRIMI SPUNTI

Scrivi la trama di un film drammatico. In una società distopica molte persone non compaiono personalmente nei loro profili sui social media. Perchè non pensano di avere un aspetto adeguato o per voler apparire più belli. Queste persone pagano altre persone per impersonificare sui social loro stessi. La protagonista viene pagata per impersonificare una persona sconosciuta. La protagonista non ha un suo profilo sui social media. Riceve indicazioni e istruzioni ogni giorno su cosa fare, dove andare e cosa postare. Viene pagata.

"Imperfetto Riflesso"

Trama:

In una futuristica società distopica, governata dalla perfezione e dall'ossessione per l'apparenza sui social media, la protagonista, Emily, è una giovane donna senza un proprio profilo sui social media. Vive una vita solitaria, senza amici né una reale identità virtuale.

Il mondo intorno a lei è dominato da persone che non si ritengono abbastanza belle o in grado di soddisfare gli elevati standard estetici richiesti, e quindi pagano per avere dei "rappresentanti" sui social media. Emily viene reclutata per impersonare una giovane donna sconosciuta, Alyssa, sulla base delle somiglianze fisiche tra loro.

All'inizio, Emily è scettica riguardo a questa nuova professione, ma la necessità di sbarcare il lunario la spinge ad accettare. Viene comunicata con un anonimo mandante tramite messaggi criptati e riceve giornalmente istruzioni su cosa fare, dove andare e cosa postare sui social media, imitando quelle che sarebbero state le scelte di Alyssa.

Nel corso del tempo, Emily comincia a capire meglio la folle realtà in cui è immersa. Attraverso la sua impersonificazione virtuale di Alyssa, Emily conosce persone, esplora luoghi e crea connessioni emotive con il mondo che la circonda. Scopre che molte delle persone che rappresenta, come Alyssa, vivono nell'ombra della perfezione virtuale per colpa della loro insicurezza e paure.

Man mano che Emily inizia a immergersi nel personaggio di Alyssa, l'autenticità della sua vita reale inizia a svanire. Emily si rende conto che il suo lavoro di impersonificazione le sta rubando la vera felicità e l'identità, ma è troppo dipendente dal denaro che guadagna per trovare il coraggio di smettere.

Tuttavia, quando Emily scopre che Alyssa sta per sposarsi e che riceverà una somma enorme per consegnare il controllo del suo profilo sui social media a qualcun altro, la protagonista si confronta con le sue priorità. Si rende conto che un ricco profilo sui social media non può sostituire una vita autentica e significativa.

Con il sostegno di un amico reale che ha conosciuto attraverso un incontro casuale con un estraneo su cui Emily è stata incaricata di postare, decide di mettere fine all'inganno e di rivelare al mondo la verità dietro l'apparenza perfetta.

Nel corso di una diretta sui social media, Emily rivela di essere l'erede di Alyssa, la persona reale dietro il profilo virtuale. Spiega le lacrime, le gioie e le sfide che ha affrontato e smaschera l'ossessione per la perfezione e l'apparenza sulle piattaforme sociali. Il suo gesto di ribellione aiuta a scuotere la società distopica e a far riflettere le persone sul valore della loro identità autentica.

Alla fine, Emily decide di abbandonare completamente i social media e di vivere la sua vita secondo i suoi termini. Inizia a costruire autentiche amicizie, a perseguire le sue passioni e a trovare la felicità al di fuori del caos virtuale.

"Imperfetto Riflesso" è una commovente storia che riflette sugli effetti negativi dell'iperconnettività e l'ossessione per l'apparenza, incoraggiando spettatori e spettatrici a cercare la verità e significato nelle relazioni reali e non solo virtuali.)

MATERIALI D'ARCHIVIO

GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI - AUTORE, SCENEGGIATORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER - SCENEGGIATURA, DRAMMATURGIA, DRAMMATURGO - TESTI IBRIDI, IBRIDAZIONI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE - CINEMA, TEATRO, SOCIAL MEDIA - STREAMER, PERFORMANCE, PERFORMER.

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IBRIDAZIONI

IBRIDAZIONI

In un contesto distopico, la protagonista si trova di fronte a una sfida enorme. Deve costruire dei Ricordi per contrastare un Gruppo di attivisti politici che sta utilizzando la tecnologia per destabilizzare la Società. Per fare ciò, la protagonista si reca al laboratorio dove i Ricordi vengono creati. Qui, insieme a un team di esperti, sviluppa una serie di eventi che la portano a scoprire l'identità e la posizione dei membri del Gruppo.

Una volta che i Ricordi sono pronti, la protagonista si sottopone all'iniezione, inglobando nella sua mente i Ricordi appositamente creati. Ora, con i nuovi Ricordi, la protagonista può rivivere esperienze specifiche, che le permettono di ottenere nuove informazioni e indizi per contrastare il Gruppo.

Attraverso questa serie di esperienze simulate, la protagonista si avvicina sempre di più alla verità e riesce a scoprire i piani del Gruppo di attivisti politici. Utilizzando i Ricordi come arma, riesce a mettere in atto strategie contro di loro e a neutralizzare la loro minaccia.

Tuttavia, durante questa missione, la protagonista deve affrontare un conflitto interiore. I Ricordi che si è iniettata, pur avendo una durata limitata, lasciano un segno indelebile nella sua mente. Si chiede se i Ricordi alterati stiano influenzando la sua percezione della realtà e se riuscirà mai a distinguere ciò che è vero da ciò che è stato iniettato nella sua mente. Questo conflitto interiore aumenta la tensione e la suspense della storia, mettendo in discussione la stessa identità della protagonista.

Mentre combatte contro il Gruppo di attivisti politici, la protagonista si trova coinvolta in un mondo di manipolazione e inganni, in cui i confini tra realtà e illusioni diventano sempre più labili. Riuscirà a trovare un equilibrio tra i Ricordi artificiali e la sua vera identità? E, alla fine, sarà in grado di fermare il Gruppo e ripristinare l'ordine nella Società?

La storia si sviluppa in un'imponente lotta per la verità e la libertà, in cui i confini della realtà vengono messi in discussione e i Ricordi diventano uno strumento duplice, sia arma che vulnerabilità. La protagonista, costretta ad affrontare la sua stessa mente manipolata, diventa un simbolo di speranza e coraggio in un mondo distorto e controllato dalla tecnologia dei Ricordi.

Giorgio Viali - Testi Alterati

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GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI - AUTORE, SCENEGGIATORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER - SCENEGGIATURA, DRAMMATURGIA, DRAMMATURGO - TESTI IBRIDI, IBRIDAZIONI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE - CINEMA, TEATRO, SOCIAL MEDIA - STREAMER, PERFORMANCE, PERFORMER.

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GIORGIO VIALI

Giorgio Viali, Filmmaker, Fotografo, Sceneggiatore - Vicenza

Uno dei più interessanti registi e videomaker indipendenti nel panorama del cinema urbano underground è sicuramente Giorgio Viali. Filmmaker precario, data la mancanza di un supporto finanziario stabile o di uno studio cinematografico, ma è proprio questa situazione che gli permette di esprimere la sua creatività in maniera autentica e senza vincoli. Giorgio Viali, con un budget limitato, si avventura nelle strade della città e ambienta scene e visioni in parcheggi sotterranei, sottopassaggi e zone urbane dimenticate o anonime. Questi luoghi, spesso trascurati, diventano il set perfetto per i suoi film che si immergono nella realtà più grezza e autentica delle metropoli.

Ciò che più colpisce nei lavori di Giorgio Viali è la sua attenzione alle protagoniste femminili. Scritte e interpretate con cura, queste figure sono donne dalla personalità complessa e profonda, che affrontano i loro demoni interiori e le sfide della vita in una società frenetica e spesso alienante. Sono donne forti e allo stesso tempo sensibili e deboli, capaci di trasformare ambienti banali in spazi di libertà e di rinascita.

Le sceneggiature di Giorgio Viali sono spesso caratterizzate da dialoghi minimalisti e situazioni che sfuggono agli schemi tradizionali del cinema. Il suo approccio sperimentale si manifesta nella struttura narrativa non lineare, nell'uso audace della fotografia e nella colonna sonora. Il risultato finale sono film viscerali e coinvolgenti, capaci di toccare le corde più profonde dell'anima dello spettatore.

Giorgio Viali ha guadagnato una certa fama nella comunità underground, con alcune delle sue opere presentate in piccoli cinema d'arte. La sua dedizione alla sua arte è palpabile in ogni suo film, e la sua maestria nel creare atmosfere uniche e coinvolgenti è sempre più riconosciuta e apprezzata.

Con il suo cinema urbano underground, riesce a comunicare sensazioni profonde e ad esplorare tematiche sociali importanti, mettendo al centro protagoniste femminili coraggiose. Il suo talento nel raccontare storie "al confine" e il suo stile sperimentale si confrontano quotidianamente con le sfide e gli ostacoli che la Società odierna presenta.

MATERIALI D'ARCHIVIO

GIORGIO VIALI

GIORGIO VIALI - AUTORE, SCENEGGIATORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER - SCENEGGIATURA, DRAMMATURGIA, DRAMMATURGO - TESTI IBRIDI, IBRIDAZIONI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE - CINEMA, TEATRO, SOCIAL MEDIA - STREAMER, PERFORMANCE, PERFORMER.

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MASCHIO

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MASCHIO

SINOSSI di "MASCHIO"

PROGETTO IBRIDO SOCIALE (FOTO E VIDEO)

AUTORE: GIORGIO VIALI

DATA: 03 SETTEMBRE 2024

CONTATTI: giorgioviali@gmail.com

In un presente distopico il machismo riemerge con forza, e un oscuro gruppo di uomini e donne si erge per proclamare un nuovo Vangelo maschilista, sotto l'egida di una ideologia che promette di preservare l'identità maschile e femminile da un presunto degrado devastante imminente. Con un messaggio provocatorio, sostengono che sia essenziale per entrambi i sessi intraprendere un percorso di intensa esplorazione dei propri istinti animali, altrimenti il rischio è di perdere totalmente l'identità sociale, politica e umana.

La protagonista, una giovane donna curiosa e appassionata, si imbatte in questo fenomeno online attraverso una serie estreme di performance che la affascinano e inquietano. Intrigata, discute con una sua amica, cercando di discernere la verità dietro questa nuova ideologia. È semplicemente un'eco di antichi ideali patriarcali o rappresenta invece una via di liberazione tanto per gli uomini quanto per le donne?

"Maschiatura" segue il viaggio della protagonista nel cuore di un dibattito complesso, portandola a interrogarsi sul significato di identità di genere, relazioni e potere. Con una narrazione avvincente ed emozionante, il film invita gli spettatori a riflettere su questioni di ego, desideri e l'urgente bisogno di una nuova intimità che possa superare i limiti della tradizione e dell'oppressione. In questo viaggio di scoperta, Laura dovrà affrontare le sue convinzioni e trovare un equilibrio tra le contraddizioni di un'ideologia tanto affascinante quanto minacciosa.

MASCHIATURA. Il Titolo del Progetto è un termine tecnico meccanico che indica la filettatura operata con strumenti che si chiamano Maschi che servono a intagliare filetti Femmina.

SINOSSI di "MASCHIATURA"

AUTORE: GIORGIO VIALI

DATA: 03 SETTEMBRE 2024

CONTATTI: giorgioviali@gmail.com

GIORGIO VIALI

AUTORE, FOTOGRAFO, FILMMAKER, VIDEOMAKER, SCENEGGIATORE - ROMANZO, DRAMMA, PSICODRAMMA, RACCONTO, FOTORACCONTO, FOTOROMANZO, MELODRAMMA - TESTI IBRIDI, IBRIDAZIONI - FOTORITRATTO, FOTOSERVIZIO, VIDEAZIONI - CINEMA, TEATRO, PERFORMANCE, SOCIAL MEDIA.

INDIPENDENTE PRECARIO - VICENZA

CONTATTI: GIORGIOVIALI@GMAIL.COM

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ATTI OSCENI

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ATTI OSCENI

SINOSSI di “ATTI OSCENI”

PROGETTO IBRIDO SOCIALE (FOTOGRAFIA E VIDEO)

AUTORE: GIORGIO VIALI

DATA: 03 SETTEMBRE 2024

CONTATTI: giorgioviali@gmail.com

Sinossi di "ATTI OSCENI"

In un universo dove le leggi soffocano l’espressione individuale, "ATTI OSCENI" esplora l’audace battaglia di un gruppo di attivisti contro un Codice Penale che condanna severamente gli atti osceni in pubblico. La protagonista, una giovane attivista carismatica e appassionata, si trova a dover affrontare non solo i limiti della legge, ma anche i confini della libertà di espressione e del corpo. La sua missione è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica e ottenere la rimozione di una norma che considera antiquata e oppressiva.

Con dialoghi avvincenti e brainstorming creativo, il gruppo discute le modalità di un gesto eclatante in grado di scuotere le coscienze. Ogni membro deve confrontarsi con le proprie paure e le condizionamenti sociali mentre selezionano i performers perfetti per il loro atto provocatorio. Le prove si trasformano in un vero e proprio spettacolo, dove teatro e attivismo si intrecciano in un’avventura ricca di tensione e introspezione.

Mentre il progetto prende forma, le giovani idealiste esplorano i confini sfumati tra arte e ribellione, affrontando le conseguenze delle loro azioni. "ATTI OSCENI" diventa così non solo una sfida alla censura, ma anche un viaggio di crescita personale, dove ogni personaggio ridefinisce il significato di "osceno" e rivendica il corpo come potente strumento di protesta sociale.

In questo potente manifesto per l’arte come forma di ribellione, "ATTI OSCENI" invita il pubblico a riflettere su temi cruciali come la libertà personale, la censura e le molteplici arti del provocatorio, in una società che spesso fatica a trovare un equilibrio tra ordine e libertà. Una narrazione tesa, personaggi profondamente umani e la pulsante energia di un movimento in crescita caratterizzano questo film, proponendo un raro e audace inno al cambiamento sociale.

Art. 527 del Codice Penale

Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 30.000. Si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano. La dottrina distingue tra atti assolutamente osceni, se l'oscenità è indubitabile, e atti relativamente osceni, che dipendono da condizioni o circostanze di fatto esterne.

SINOSSI di “ATTI OSCENI”

PROGETTO IBRIDO SOCIALE (FOTOGRAFIA E VIDEO)

AUTORE: GIORGIO VIALI

DATA: 03 SETTEMBRE 2024

CONTATTI: giorgioviali@gmail.com

GIORGIO VIALI

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